La Schiribilla grigiata



Era una fresca ed umida mattina dei primi giorni di primavera e il mio amico fotografo naturalista Maurizio Pedrinazzi (Gruppo  Fotografico Gerundo), dopo un primo momento di stupore per la eccezionalità dell’avvistamento, riesce a fermare nel proprio obbiettivo, un Rallide raro e di eccezionale bellezza. Di questo emozionante  incontro propongo i “clik”, per tutto il mondo degli appassionati, e completo con una scheda appropriata sulla specie migratrice,estiva e forse svernante.

In progressiva diminuzione su tutta l’Europa, soprattutto per la scomparsa del suo ambiente naturale, luoghi lacustri e palustri di modesta estensione detti, cariceto che è un particolare tipo di torbiera caratterizzato dalla presenza di piante del genere Carex, (Carex gracilis,distica,vulpina)  e che a differenza delle torbiere tipiche,  hanno un suolo per lo più neutro e alcalino.

La Schiribilla grigiata ha il vertice, la parte posteriore del collo, il dorso, le copritrici delle ali e della coda di color bruno –rossiccio volgente all’olivastro, con macchie bruno nere centrali screziate di bianco; coda e remiganti primarie(fatta eccezione la prima è orlata di bianchiccio)bruno-nere. I lati del capo  e la gola,il davanti del collo,il petto e il ventre di color grigio-bluastro,  assai vivo nei maschi adulti in primavera;i fianchi neri a fasce bianche trasversali e parallele che si estendono sino al sottocoda; il becco verde più o meno intenso,iride rossa,piedi grigio-carnicini. La femmina ha tinte meno intense;i giovani hanno il mento bianco e le parti che negli adulti sono grigie,sono invece rosso-rugginoso od ocracee; il basso ventre è bianchiccio.

Predilige i ciuffi vigorosi e radi, semisommersi da acqua bassa (10-50 cm), occasionalmente frequenta altre formazioni vegetali come la risaia.

E’ un uccello schivo e riservato che risulta di difficile avvistamento, il suo canto presenta in generale una successione di note dure e vibrate “trrrr-trrrr” emesse con rapidità. Talvolta dopo alcune emissioni vocali dal tono secco rimane in silenzio per pochi secondi, riprendendo con un tono più dimesso. Si nutre in prevalenza di piccoli invertebrati quali insetti  acquatici,tricotteri,coleotteri,ditteri e molluschi , oltre che una minima parte di semi e altre sostanze vegetali.

Dalla lunghezza di 17 cm e dal peso medio di 45 gr.,costruisce il nido -edificato dalla coppia-,  circondato da acqua ,sollevato dal pelo dell’acqua di una decina di centimetri, su ciuffi di piante igrofile : Carex,Juncu,Phragmites,ed  anche tra vecchi cumuli di vegetali.  A forma di coppa,composto piuttosto piatto,alla base è alquanto grossolano, mentre con erbe secche e fini nella parte superiore. Le uova ovali ellittiche,lisce, lucide , con una macchiettatura ocra di vario tono e con la presenza di alcune sottili strie scure. Una media di sette uova vengo deposte da maggio a metà luglio, su due deposizioni  ed incubate per una durata di 17/20 gg.

In Italia è di passo scarso e molto localizzata nella parte settentrionale, mentre più comune e abbastanza presente la sottospecie Porzana parva (Scopili,1796),entrambe  sono considerate protette dalle norme vigenti.

Testo Guglielmo Petrantoni; foto Maurizio Pedrinazzi.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

TOP